Agenda dell'eguaglianza. Gli obiettivi SMART
Specifico, Misurabile, Accessibile, Rilevante, Temporizzato
Gli obiettivi SMART vengono spesso utilizzati in psico-educazione nonostante siano stati formulati originariamente per migliorare la produttività aziendale. Possono aiutare a migliorare la pianificazione aumentando la consapevolezza di sé e spingendo al raggiungimento di obiettivi realistici in grado di fare la differenza nella vita quotidiana.
Altre tecniche di coaching comprendono la divisione di un compito o di un lavoro in blocchi più piccoli, la gamification, l’albero decisionale o la mappa mentale, solo per citarne alcuni.
Noi abbiamo scelto di suggerire la tecnica degli obiettivi SMART perché più semplice da gestire in autonomia e con risultati/gratificazioni abbastanza immediate utili a ridurne le probabilità di abbandono.
SMART è acronimo di:
• Specifico
• Misurabile
• Accessibile/accordato
• Rilevante
• Temporalmente definito
ed è esattamente l’obiettivo che puoi raggiungere attraverso una discreta autoanalisi e una forte motivazione. Questi due aspetti sono imprescindibili.
Prima di procedere, però, è necessario sgomberare il campo dal rischio di equivoci di fondo che possono portarti fuori strada.
Porci un obiettivo raggiungibile finalizzato a migliorare la nostra maniera di muoverci nel mondo significa modificare un comportamento.
Perciò decidere di diventare ricchi o di risolvere il problema della fame del mondo significa puntare talmente in alto da rendere l’obiettivo irraggiungibile.
Allo stesso modo, voler diventare una persona empatica o smettere di essere una persona irrequieta ci farà cadere nel tranello delle etichette generiche che rischiano di farci rimanere immobili.
Un comportamento, invece, è qualcosa che una persona dice o fa. In quanto tale, può essere osservabile e quindi in seguito oggetto di riflessione e di modifica o ravvedimento.
Per principio, ma anche per utilità, non useremo etichette generiche ma limiteremo il nostro campo d’intervento ai nostri comportamenti osservabili. Va specificato innanzitutto, infatti, che possiamo lavorare per cambiare i comportamenti nostri ma non possiamo scommettere sul miglioramento della nostra qualità della vita puntando sul cambiamento di quelli altrui.
Ora che sappiamo questo e che abbiamo chiara la differenza tra comportamento ed etichetta generica potremo cercare di formulare obiettivi che siano verificabili e misurabili.
Per riuscirci, dobbiamo innanzitutto fare una lista degli obiettivi che vorremmo raggiungere e dei comportamenti da modificare o introdurre per riuscirci. Subito dopo dobbiamo iniziare a “osservarci” per capire quando, quanto, come, mettiamo o non mettiamo in campo un comportamento per poi passare a stabilire obiettivi educativi raggiungibili.
Proviamo!
□ Butta giù una lista di obiettivi a breve termine che vorresti raggiungere;
□ Pensaci bene e cancella dalla lista tutti quegli obiettivi il cui raggiungimento non dipende da un comportamento
Riportiamo di seguito due esempi su cui ragionare.
Obiettivo: Voglio raggiungere la ricchezza!
Probabilmente piacerebbe a chiunque, tuttavia troppo spesso non dipende da noi perciò questo obiettivo non è accessibile. Inoltre non è specifico perché troppo generico e infine è talmente ambizioso da non poter essere temporalmente definito.
Una buona alternativa potrebbe essere
□ risparmio 20 euro entro la fine del mese.
Per raggiungere questo obiettivo potresti modificare dei comportamenti abituali osservabili, come fare ogni giorno colazione al bar o abbandonarti a spese compulsive
oppure introdurne di nuovi come monitorare per una settimana le spese giornaliere, gestire il denaro consapevolmente o fare due ore di straordinario.
Altro obiettivo: risolvere il problema della fame nel mondo!
Anche in questo caso valgono i ragionamenti esposti sopra per cui una valida alternativa per individuare un obiettivo SMART che assecondi questo desiderio generico potrebbe essere
□ contribuisco al sostentamento alimentare di una persona che ne ha bisogno.
Diventano strategie possibili il contributo a distanza a un’organizzazione che si occupa di questo; la pianificazione di alcune ore di volontariato presso un ente solidaristico della tua comunità, l’inserimento di una routine settimanale destinata a sensibilizzare i tuoi amici sul tema.
Partendo da questi esempi concreti proviamo ora ad approfondire le singole caratteristiche. Un obiettivo SMART deve essere:
Specifico
Un obiettivo, perché sia ben formulato e plausibile, dovrà avere la caratteristiche della specificità ed essere contenuto in una proposizione positiva.
Esempio: “Vorrei non lasciare i progetti a metà”
Questo obiettivo è formulato positivamente e rivolto a un cambiamento specifico? No, non è formulato positivamente, è concentrato sull’aspetto negativo, su ciò che non va fatto.
In questo modo siamo concentrati sul comportamento scorretto e, anche se con l’obiettivo di eliminarlo, siamo focalizzati sul problema e non sulla soluzione.
Quindi non su ciò che vorremmo raggiungere e vedere.
Al contrario, partire definendo degli obiettivi con frasi, ma soprattutto con pensieri affermativi e positivi ci pone in uno stato di apertura al cambiamento.
Essa aumenta le probabilità di successo.
Consideriamo ora l’aspetto della genericità e dell’uso di etichette. Già sappiamo che le dobbiamo evitare perciò formuliamo degli esempi pratici:
Esempio: «Devo fare in modo che le cose sul lavoro vadano meglio».
Certamente abbiamo fatto riferimento a proposizioni positive, a obiettivi utili e edificanti.
Ma è un obiettivo troppo generico e non fa riferimento a un comportamento. Migliorare a lavoro è una condizione che può derivare da una somma di comportamenti ma non è un comportamento specifico.
Ricorda: Una situazione troppo generica non indica suggerimenti sul da farsi.
Un esempio di obiettivo specifico potrebbe essere:
□ Vorrei riuscire a monitorare la casella di posta elettronica tutti i giorni nella mezz’ora in cui posso, cioè dalle 15:00 alle 15:30 del pomeriggio
Misurabile
L’obiettivo oltre ad essere specifico dovrà essere anche misurabile. Per questo bisognerà scegliere obiettivi che dipendano da comportamenti osservabili.
Si dovrebbe cercare di quantificare che cosa, dove, quanto cambiare o introdurre un nuovo comportamento per rendere l’obiettivo misurabile.
Esempio:
□ farò dieci minuti in meno di pausa pranzo
In questo caso siamo in presenza di dati specifici e misurabili, poiché è stata inserita una serie di parametri monitorabili.
Accessibile
La misurabilità degli obiettivi deve tenere conto della situazione di partenza.
Imparare a calibrare l’obiettivo in base alle reali possibilità tue, delle persone coinvolte e al contributo che ciascuno può dare anche in termini futuri, sarà fondamentale!
A questo punto in ottica educativa, soprattutto in età evolutiva, potrà essere utile porsi delle domande prima di iniziare:
* Che cosa è direttamente sotto il mio controllo e che cosa non lo è?
* Che obiettivo ho deciso a priori?
* Ho scomposto l’obiettivo in più piccole parti?
* Come posso contribuire al raggiungimento dell’obiettivo?
Rilevante
Per soddisfare questo criterio si dovrà partire scegliendo un obiettivo che sia importante ma anche necessario.
Servirà valutare quale necessità sia più urgente soddisfare e sia maggiormente raggiungibile per il benessere e la crescita della persona e per l’armonia del contesto.
Temporalmente definito
L’ultimo criterio per la formulazione di un obiettivo ben costruito è relativo al tempo.
Se richiede tempi più lunghi ma risponde a tutti gli altri criteri può essere diviso in micro-obiettivi o sotto-obiettivi
Ognuno di essere dovrà essere cadenzato con risultati verificabili.
Può essere utile porsi le seguenti domande:
* In quanto tempo ipotizzo di raggiungere l’obiettivo?
* Posso scomporlo in obiettivi più piccoli con scadenze precise per monitorarne l’andamento?
Se sì, avrai modo non solo di avere la situazione maggiormente sotto controllo ma anche di fare delle valutazioni in itinere che ti permettano di verificare se è necessario cambiare qualcosa.
Da questo momento hai a disposizione tutta la teoria che serve per iniziare ad applicare alla tua vita strategie SMART. Lanciati e fai una prova!
Due consigli necessari (quasi obblighi):
Individua tutti gli obiettivi che vuoi ma inizia a realizzarne uno alla volta.
Così potrai evitare di essere sopraffatto dall’eccessivo numero di cambiamenti e potrai lasciare che quelli necessari diventino parte della tua routine abituale,
Sii gentile con te.
Cambiare lo stato delle cose non è mai facile per cui accetta il fallimento.
Solo così il fallimento non ti fermerà ma, al contrario, diventerà un’occasione per aggiustare il tiro nella maniera più giusta per te.
Se ti fa piacere, facci sapere se sarai riuscito a raggiungere un obiettivo SMART scrivendo a info@laborastoria.it!