Sulla Passione

Sulla Passione

Dal titolo può sembrare un trattato di filosofia, in realtà è la cosa più pratica che abbiamo prodotto sulle terme di Matidia fino a oggi.
È una roba scritta a tante mani, presidente, segretario, tesoriere, archeologa, guida turistica, responsabile dei social.
Abbiamo inserito le terme di Matidia tra le cose di cui occuparci già cinque anni fa, per poi programmare le quattro archeo-mobilitazioni nel 2019 in occasione dell'anniversario della morte dellA nipote dell'imperatore Traiano.
Nel frattempo ci siamo innamorate. Come quando una donna si innamora di un uomo e vuole starci insieme. E più lo conosce e più gli è vicina.
Come quando una persona scopre che un argomento le interessa e inizia a viaggiare per sapere.
Come quando ti affezioni a una rosa e non la trascuri, per dirla con Il Piccolo Principe.
Le terme di Matidia per noi, senza che ne fossimo coscienti, sono diventate qualcosa di simile a tutto questo.
Sono un tesoro archeologico che rischia di perdersi, per l'incuria e, fatecelo dire, per l'inadeguatezza delle persone che si sono avvicendate nel tempo. Ma non ci riferiamo alla Soprintendenza. Lo vediamo da sole che per sottrarle dallo stato di degrado in cui versano servirebbero centinaia di migliaia di euro che non ci sono. La coperta, in Italia, quando si parla di cultura è sempre troppo corta. Le ragioni dell'attuale stato delle terme sono tante e complesse e pertanto non più ascrivibili ad alcuno in maniera esclusiva, ma serve uno sforzo comune.
La figura di Matidia, poi, è ormai quasi l'emblema di ciascuna di noi.
Nella Roma imperiale ,di solito, le donne non se la passavano troppo bene, infatti. Erano considerate profondamente diverse dagli uomini, la loro influenza era relegata alla sfera privata, e quando potevano assurgere al ruolo di protagoniste della scena pubblica era soltanto per questioni nefaste o addirittura oltraggiose per le donne stesse. Le romane venivano conosciute dai più solo se adultere, se perfide, se ree. Matidia no. Lei era una donna colta, potente per via di quella cultura, era piuttosto indipendente, era intelligente e questa intelligenza ha viaggiato tra le pagine dei libri e dei giornali di scavo di archeologia arrivando fino a noi.
Adesso, però, non ce n'è più traccia.
Sappiamo dalle pochissime righe che abbiamo in mano che le terme la riguardano direttamente, ma non abbiamo una prova per dirlo. Sappiamo che la sua influenza nell'area dell'Isola Sacra fu profonda, ma nessuno ha lavorato abbastanza per poterlo testimoniare.
Fiumicino ha una grande potenzialità dal punto di vista storico-archeologico e quindi turistico-culturale, ma c'è una questione importante a monte, che non si può trascurare.
Bisogna difendere le perle che rischiano di andare perdute, bisogna far emergere quelle che non si conoscono.
Bisogna che lo studio diventi una carezza ai millenni, che la passione vada oltre l'utilità.
Siamo molto contente di ciò che sta facendo l'Amministrazione, siamo contente della entusiasta risposta dei cittadini, per cui non ci fermeremo. Insieme alle persone che ci hanno aiutato, al giornalismo corretto e libero, alle energie che non ci chiedono energie in cambio continueremo ad accarezzare le terme, la storia e Matidia; e per raggiungere l'obiettivo che ci prefiggiamo non basteranno le due date che mancano. Noi vogliamo che prima dell'estate questo posto prenda vita, sia conosciuto, tutelato e rispettato. Vogliamo farci merenda e leggerci dentro le poesie.








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