La Giornata Mondiale delle Giovani Ragazze

La Giornata Mondiale delle Giovani Ragazze
Oggi, 11 ottobre, è la Giornata delle Giovani Ragazze!
La festeggeremo per tutta la settimana, perché siamo convinte che questa sia una delle più importanti giornate celebrate dalla comunità internazionale.
Perché essere una giovane ragazza è difficile.
Perché, purtroppo, le ragazze si devono difendere -ancora- di più che se fossero maschi.
Perché il body shaming spesso in classe colpisce loro.
Perché il cyberbullismo spesso colpisce loro.
Perché i genitori pensano che non abbiano bisogno di troppi stimoli -o che addirittura siano pericolosi-, che non saranno interessate alla robotica e all'informatica, che dovranno limitarsi a fare danza e aiutare a sparecchiare.
Notiamo da sempre che, quando organizziamo i laboratori o le visite guidate, anche qui alle porte della Capitale, la partecipazione delle adolescenti e delle pre-adolescenti è più bassa rispetto a quella maschile.
In realtà il cervello femminile è un universo fantastico dalle grandissime potenzialità, le giovani donne hanno il mondo in mano, lasciamo che lo conquistino!
Per tutta la settimana la tessera delle ragazze fino ai 18 anni sarà gratuita.
P.S. Andiamo sempre fiere di tutti i genitori che permettono alle loro giovani figlie di sperimentare nel vasto mondo delle cose interessanti facendole partecipare alle più disparate iniziative







Corso gratuito di difesa personale

Corso gratuito di difesa personale
Parte finalmente il primo corso gratuito di difesa personale per le donne di LaboraStoria!
Per il momento possiamo rivolgerci solo alle prime dieci che ci contatteranno quindi sbrigatevi ­čĺ¬







8 marzo: tiriamo le somme

8 marzo: tiriamo le somme

Si conclude così questa giornata dedicata alle donne, seppure a debita distanza per via del coronavirus.

 

È nata una bella rete, che sembra quasi un paracadute per i libri e per le donne, da qui l'ashtag

#unareteperunlibroeviceversa.

 

Dalle donne che aiutiamo, abbiamo imparato che, leggendo le biografie delle nostre eroine, si può iniziare a fare un gesto davvero rivoluzionario:

pretendere sempre che siano rispettati i nostri diritti e la nostra dignità!

 

Ringraziamo la Libreria Matrioska, il Gruppo Astrofili Palidoro e le nostre beniamine che hanno deciso di metterci la faccia.

 

L'8 marzo è tutti i giorni e la cultura è il solo strumento in grado di ricordarcelo!

 

A presto!








Audrey Hepburn

Audrey Hepburn

Insieme a Libreria Matrioska e al Gruppo Astrofili Palidoro, oggi celebriamo le donne e il loro apporto alla società nei campi dell'arte, della scienza, e della cultura in generale.

#8marzo, noi ci siamo!

Lei è Elisabetta, new entry di LaboraStoria, laureata in lingue e civiltà orientali­čç»­čçÁcon un Master in Editoria e comunicazione, collabora da più di dieci anni con una nota casa editrice come valutatrice di manoscritti esteri. Nel 2017, ha pubblicato il suo primo romanzo “Come vento sulla pelle” con la casa editrice Nativi Digitali.

Oggi ci parla di Audrey Hepburn, premio Oscar, icona di stile, ma soprattutto donna dall’immensa umanità, attraverso il libro “Storie della buonanotte per bambine ribelli 2” di Francesca Cavallo ed Elena Favilli, ed. Mondadori.

Audry nasce in Belgio nel 1923, il suo sogno era fare la ballerina, ma la malnutrizione subita durante la Seconda Guerra Mondiale, non le permise di diventare una professionista. Così, scelse di dedicarsi alla recitazione. Con il suo primo ruolo importante in Vacanze Romane vinse L’Oscar come miglior attrice protagonista. Lo stesso Gregory Peck, parlando della locandina, disse:

"Sono abbastanza intelligente da capire che questa ragazza vincerà l'Oscar nel suo primo film e sembrerò uno sciocco se il suo nome non è in cima, insieme al mio."

Con film come Colazione da Tiffany, Sabrina, Due per la strada e My fair lady, consacrò definitivamente il suo ruolo a Hollywood.
Elegante, pacata, di una bellezza senza tempo, Audrey è stata anche una donna dalla dolcezza e dall’altruismo incredibile.

Fu ambasciatrice Unicef, la stessa associazione che aveva aiutato lei dopo la fine della guerra, perché non poteva pensare che nel mondo ci fossero altri bambini che soffrissero e morissero di stenti.

Morì il 20 gennaio 1993 per un cancro al colon, poco dopo essere rientrata dall’ultimo dei suoi viaggi umanitari in Somalia.

“[...]La bellezza di una donna non dipende dai vestiti che indossa né dall’aspetto che possiede o dal modo di pettinarsi. La bellezza di una donna si deve percepire dai suoi occhi, perché quella è la porta del suo cuore, il posto nel quale risiede l’amore. La vera bellezza di una donna è riflessa nella sua anima. E’ la cura che mette nell’amore, è la passione che essa mostra[…]”.

#donneforti
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#leggolottomarzo #tiraccontounadonna
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Marie Sklodowska Curie

Marie Sklodowska Curie

Insieme a Libreria Matrioska e al Gruppo Astrofili Palidoro, oggi celebriamo le donne e il loro apporto alla società nei campi dell'arte, della scienza, e della cultura in generale.

#8marzo, noi ci siamo!

Lei è Lucia, insegnante, animatore digitale, amante dei laboratori e della tecnologia a servizio della creatività. 
Parte attiva di LaboraStoria, oggi ci parla di Marie Sklodowska Curie, con ‘Cattive ragazze-15 storie di donne audaci e creative’ di Assia Petricelli e Sergio Riccardi, Ed. Sinnos.

“Maria fu una donna coraggiosa, dalla tenacia e dalla determinazione estreme, senza compromessi, all’apparenza dura e fredda. Una delle donne più importanti della storia della scienza.

Dopo aver frequentato un’accademia clandestina di giovani dissidenti, si trasferì a Parigi dove conobbe Pierre Curie, a cui chiese come abito di nozze, un semplice abito blu da riutilizzare in laboratorio. Scoprì il radio e il polonio. Dopo una lunga lotta, vinse col marito il Nobel nel 1903.

Durante la guerra lavorò come radiologa con la figlia al fronte, spostandosi su automobili attrezzate, dette Petit Curie.

Nel 1905, rimasta vedova, rifiutò ogni sussidio, ma divenne la prima donna a insegnare alla Sorbona. Vinse un secondo premio Nobel (per la chimica), unica donna a raggiungere un traguardo simile. 
Dedicò i suoi ultimi anni alla ricerca sul cancro, viaggiò in America per cercare fondi e ricevette il favore di movimenti femministi. Morì per la lunga esposizione alle radiazioni.

Marie e Pierre non brevettarono mai le loro scoperte, preferendo donare all’umanità i risultati delle loro ricerche.

Si racconta che a un giornalista che le chiese come ci si sentisse ad aver sposato un genio, la Curie rispose: «Non so, chiedetelo a mio marito» 

Per concludere, ho scelto questa sua citazione:
“Lo scienziato nel suo laboratorio non è solo un tecnico, è anche un bambino davanti a fenomeni della Natura che lo affascinano come un racconto di fate.“ 

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Artemisia Gentileschi

Artemisia Gentileschi

Insieme a Libreria Matrioska e al Gruppo Astrofili Palidoro oggi celebriamo le donne e il loro apporto alla società nei campi dell'arte, della scienza, e della cultura in generale.

#8marzo, noi ci siamo!

Partiamo con Giorgia, insegnante e presidenta di LaboraStoria, associazione di donne che attraverso la cultura si occupa di combattere il disagio sociale. Ci parla di Artemisia Gentileschi, con La passione di Artemisia di Susan Vreeland, Beat editori (edizione originale Neri Pozza)

"Fu stuprata dal suo maestro di prospettiva.
E dallo Stato Pontificio.
Venne sottoposta dal tribunale dell'Inquisizione a torture e umiliazioni, ma non smise mai di sentire forte dentro di sé la voglia di esprimersi e di sperimentare attraverso l'arte, fino a superare i grandi maestri del tempo.

Questo basterebbe già a spiegare i motivi della mia scelta, e invece Artemisia Gentileschi fu anche la prima donna ammessa presso l'Accademia, grazie alla sua testardaggine oltreché al suo talento.
Andò via dal marito e viaggiò insieme alla figlia, si allontanò dal padre con il coraggio di volergli bene senza perdonarlo mai.

Ammirata dai pittori suoi contemporanei e amica di Galileo, lottò contro i propri limiti per superare quelli che le imponeva la società".

-Mi venne fame, ma avevo paura di dirlo. Mi resi conto, con un tuffo di disperazione, di come una donna sposata sia in una situazione di dipendenza da un altro - perfino per mangiare un boccone di pane-

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Marina Abramovi─ç

Marina Abramovi─ç

#8marzo noi ci siamo!

Ecco il nostro tributo alle donne in collaborazione con LaboraStoria e Gruppo Astrofili Palidoro

Lei è Elisabetta, libraia contastorie tuttofare alla Libreria Matrioska e vi presenta 'Marina', vita di Marina Abramovi─ç illustrata da Giulia Rosa e raccontata da Lorenza Tonani,
@hopedizioni

Marina (Belgrado, 30 Novembre 1946) è la più nota performance artist vivente del mondo, la più convincente per coerenza di pensiero e metodo. Ha sperimentato tutte le forme dell'arte mettendo al centro il proprio corpo, spesso privo di qualsiasi censura, ed esplorando le emozioni umane più profonde per dimostrare che affrontare le proprie paure e superare i propri limiti è possibile grazie alla forza della mente, alla meditazione, al ricambio di energia.
Come direbbe qualcuno, Marina ha gridato al mondo che il dolore serve proprio come serve la felicità.
Ha toccato temi come fiducia, amore e temi sociali e politici, come il genocidio avvenuto nel corso della guerra dei Balcani.
Nel mondo dell'arte Marina ha portato la donna a un livello di affermazione a cui non era arrivata nessun'altra.
"Armonica, simmetrica, barocca, neoclassica, pura, brillante, luccicante, in scarpe con i tacchi alti, erotica, sconvolgente, nasona, culona, et voilà Abramovi─ç"

#donneforti #8marzotuttiigiorni #8marzo2020 #fiumicinoalfemminile #donneinreteperunlibroeviceversa #tiraccontounadonna #leggolottomarzo

LaboraStoria Gruppo Astrofili Palidoro








Katherine Johnson

Katherine Johnson

Ecco il nostro tributo alle donne con la collaborazione della Libreria Matrioska e associazione LaboraStoria

Lei è Chiara, collaboratrice del Gruppo Astrofili Palidoro. Vi presenta Katherine Johnson, la vita di questa importante matematica che ha fatto la storia.

"Counting on Katherine" di Helaine Becker Illutrato da Dow Phumiruk, Ed. Macmillan

"Hidden Figures" di Margot Lee Shetterly con Winifred Conkling, illustrato da Laura Freeman
Ed. Harper

Katherine Johnson, una grande donna e un modello a cui ispirarsi. Una matematica innamorata dei numeri che, con la sua forza, perseveranza, resilienza e curiosità, ha contribuito a raggiungere uno degli obiettivi più ambiziosi per l'essere umano: portare l'uomo sulla luna.
In un periodo in cui la segregazione di razza e di genere erano molto forti negli USA, il compito di eseguire a mano i calcoli delle traiettorie (attività ritenuta di basso rilievo) era affidato a team composti in prevalenza da donne di colore chiamate, in modo discriminatorio, "Colored computers".
Con la sua storia Katherine Johnson, recentemente scomparsa, ci insegna a non arrenderci mai e continuare a provare sempre, nonostante le difficoltà.


Ci insegna a non smettere di essere curiosi e a guardare sempre oltre. Ci insegna a seguire le nostre passioni e i nostri sogni perché ognuno di noi ha... il DIRITTO DI CONTARE.








Se lo dice lei...

Se lo dice lei...

#8marzo, noi ci siamo!

Ed ecco a voi Barbara, libraia con il fiuto per le meraviglie, altra metà della Matrioska e lettrice compulsiva.

Quanti uomini pronunciano quotidianamente la frase “Se lo dice lei....”? Il marito di Barbara lo ripete tra le 3 e le 1600 volte al giorno ai bimbi, come dargli torto!

Tra le sue mani un libro che racchiude brevissimi ritratti di cinquanta donne che hanno contribuito alla storia dell’umanità semplicemente non tirandosi mai indietro davanti alle sfide, imponendo la propria personalità e aprendo le porte di un mondo troppo spesso precluso alle donne.

“Lasciami tutte le rughe, non me ne togliere nemmeno una. Ci ho messo una vita a farmele”. Anna Magnani chiedeva ai truccatori di non mascherare il suo viso, perché quel viso raccontava tutti noi, le nostre bellezze e meschinerie, l’invidia è la grazia, la forza e l’abbandono. Per i nemici era una popolana che mangia parolacce e fagioli. Ma lei rideva dei nemici. Indomita e colta, amava i libri e la solitudine. La sua casa era silenziosa come un acquario.

“Se lo dice lei... Citazioni di grandi donne” di Sarah Rossi, illustrazioni di Sara Not. @edizioniel

#donneforti
#8marzotuttiigiorni
#8marzo2020
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Con LaboraStoria e Gruppo Astrofili Palidoro








Margherita Hack

Margherita Hack

#8marzo noi ci siamo

Ecco il nostro tributo alle donne con la collaborazione della Libreria Matrioska e associazione LaboraStoria

Lei è Mara, collaboratrice del @gruppoastrofilipalidoro. Ha scelto un'eccelenza dell'astrofisica italiana: Margherita Hack.

Margherita Hack, la figlia delle stelle.
Elena Fanti, Ed. Armando Curcio.

Così parlano le stelle.
Margherita Hack e Eda Gjergo. Ed. Pickwik

Una donna straordinaria, fuori dal comune, indomabile, testarda e combattiva. Tutto questo era Margherita Hack, una scienziata, un'astrofisica, ma soprattutto una donna che fino agli ultimi anni ha divulgato il proprio sapere, ha incontrato i giovani, non ha mai perso la voglia di capire, di conoscere, di sperimentare.


Due proposte, una lettura per chiunque voglia avvicinarsi al rivoluzionario mondo di Margherita Hack.








Aspettando l'8 marzo

Aspettando l'8 marzo

Ogni donna è una storia,

Ogni storia un contributo all'umanità.
Ma qual è stato il prezzo personale pagato da ciascuna?

Quali le passioni e le emozioni messe in gioco, regalate e provate?
Lo scopriremo domani con Libreria Matrioska e Gruppo Astrofili Palidoro!








Litania per la sopravvivenza

Litania per la sopravvivenza

Per quelle di noi che vivono sul margine

ritte sull’orlo costante della decisione
cruciali e sole
per quelle di noi che non possono lasciarsi andare
ai sogni passeggeri della scelta
che amano sulle soglie mentre vanno e vengono
nelle ore fra un’alba e l’altra
guardando dentro e fuori
e prima e poi allo stesso tempo
cercando un adesso che dia vita
a futuri
come pane nelle bocche dei nostri figli
perché i loro sogni non riflettano
la fine dei nostri;

Per quelle di noi
che sono state marchiate dalla paura
come una ruga leggera al centro delle nostre fronti
imparando ad aver paura con il latte di nostra madre
perché con questa arma
questa illusione di poter essere al sicuro
quelli dai piedi pesanti speravano di zittirci
Per tutte noi
questo istante e questo trionfo
Non era previsto che noi sopravvivessimo.

E quando il sole sorge abbiamo paura
che forse non resterà
quando il sole tramonta abbiamo paura
che forse non sorgerà domattina
quando abbiamo la pancia piena abbiamo paura
dell’indigestione
quando abbiamo la pancia vuota abbiamo paura
di non poter mai più mangiare
quando siamo amate abbiamo paura
che l’amore svanira╠Ç
quando siamo sole abbiamo paura
che l’amore non tornera╠Ç
e quando parliamo abbiamo paura
che le nostre parole non verranno udite
o ben accolte
ma quando stiamo zitte
anche allora abbiamo paura

Perciò è meglio parlare
ricordando
non era previsto che sopravvivessimo.

Da "D'amore e di lotta" di Audre Lorde








Bambine e 25 novembre

Bambine e 25 novembre

Noi la Giornata contro la violenza sulle Donne la combattiamo anche così.

Con la cultura e con la consapevolezza.

Per Melissa e tutte le altre bambine avanti!








Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Per la Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le Donne,  di solito andiamo nelle scuole a incontrare gli studenti e a confrontarci con loro su di un tema ben preciso: la violenza.

È su quest'ultima che mettiamo l'accento.

Sulla sua connotazione culturale, che sembra continuare a essere una costante del mondo civile.

Di solito le nostre esperte, e io stessa, sono accompagnate da forze dell'ordine, rappresentanti delle associazioni a tutela delle donne abusate, psicologhe, e sempre da almeno un'artista, che parla delle donne attraverso il linguaggio dell'arte e porta con sé un messaggio di speranza: la cultura è un potente mezzo di emancipazione, universale e femminile soprattutto.

Quest'anno no.

Quest'anno, purtroppo, il nostro approccio non potrà che essere diverso.


Il 2019 è stato l'anno della morte -tra le altre- di Hevrin Khalaf, una donna curda che lottava per la libertà del proprio popolo.
È stata stuprata, torturata e uccisa poi lasciata lì, tra la polvere.
Qualcuno su facebook qualche giorno fa ha scritto sulla mia bacheca che non è pertinente mettere sempre l'accento sulle donne che muoiono, quando si lotta per la libertà di tutto un popolo.
Il punto è che se una di noi esce di casa e, anziché "fare la calzetta", va a lottare per i propri diritti come qualsiasi uomo, viene stuprata fino alla morte in quanto donna.

Il problema non è la violenza, ma il femminicidio.


E non serve essere femministe per asserire una cosa del genere. Io, per esempio, non lo sono.
Il problema è culturale e collettivo.


In Italia dei nostri diritti si parla molto, ma, parallelamente, all'aumentare delle possibilità è diminuita la consapevolezza delle donne stesse di quale sia il valore del proprio apporto di genere. Facemmo la nostra parte durante la Resistenza e negli anni '70, poi ci rassegnammo all'idea che per affermarci nel mondo dovessimo per forza rinunciare alla nostra femminilità.
Le statistiche ci dicono che, in presenza di un adeguato livello culturale, una donna in carriera nella stragrande maggioranza dei casi non ha una famiglia. Per gli uomini questa equazione non vale. E così, spesso, ci releghiamo autonomamente al ruolo di "angelo del focolare" o di "riposo del guerriero". Epiteti ancora utilizzati che conservano il potere di far rabbrividire.

Restiamo a combattere contro la polvere e ignoriamo la polveriera.

Quella che non dà parirà di salario alla parità di lavoro, che ci vuole sempre belle come alla televisione e che grazie alla bellezza permette ad alcune di fare carriera a scapito di uomini ma grazie ad altri uomini.
La sudditanza è culturale ed è quel groppo che ci prende tutte alla gola quando un qualsiasi uomo esagera.

È per tutte lo stesso.

E benché la storia atavica da cui deriva sia ormai nota ai più, lo sporco incrostato continua a essere il problema e il detersivo la soluzione, anziché l'attivismo.


La risposta, invece, dovrà passare necessariamente dalle istituzioni ed è su quelle che dovremmo fare pressioni. Servono politiche integrate. Serve una pianificazione urbana che favorisca la sicurezza, che combatta la ghettizzazione delle fasce culturali più deboli, che sia modello virtuoso. L'Unione Europea ce lo chiede da una decina d'anni almeno ma noi continuiamo a ignorare. Probabilmente per incapacità incancrenite. Servono politiche del lavoro e del welfare che consentano l'autonomia economica, serve che, come in Olanda, il part-time sia un'opzione e non una concessione di grazia che ostacola irrimediabilmente la crescita professionale.

E poi serve una giustizia che non sia dalla parte delle donne (per dirla come Pillon), ma da quella dei più deboli.
Solo che quando alla politica mancano coraggio ed educazione le due categorie -donne e deboli-, purtroppo, spesso ancora coincidono.

Con il nostro groppo in gola, vi invitiamo a spostarvi da Fiumicino e a essere in piazza Aldo Moro a Cerveteri insieme a noi domattina alle ore 10.

Abbiamo deciso di aderire a "Donne in viaggio. Verso la parità di diritti" e ringraziamo la nostra Lucia Tirabasso per aver fatto moltissimo affinché in questa manifestazione LaboraStoria facesse la sua parte.

Giorgia Cuffaro

Presidente di LaboraStoria








EDUCARE AL RISPETTO. IL VALORE DELLA DONNA NELLA SOCIETÀ

EDUCARE AL RISPETTO. IL VALORE DELLA DONNA NELLA SOCIETÀ

Si è svolta il 24 novembre 2017 la conferenza orizzontale dal tema EDUCARE AL RISPETTO. IL VALORE DELLA DONNA NELLA SOCIETÀ.

In occasione della giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, presso la scuola P. Baffi di Fregene, alla presenza di circa 100 giovani, LaboraStoria ha proposto l’intervento di uno psicologo-psicoterapeuta, utile a far riflettere i ragazzi sulle dinamiche della violenza quotidiana. È intervenuto un esperto di diritti umani, che ha mostrato come si sia evoluta la legislazione per la parità dei diritti delle donne a partire da una citazione di Olympe de Gouges, del 1791:

"La donna nasce libera e ha gli stessi diritti dell’uomo. L’esercizio dei diritti naturali della donna non ha altri limiti se non la perpetua tirannia che oppone l’uomo. Questi limiti devono essere infranti dalla legge, dalla natura e dalla ragione. Se la donna ha il diritto di salire sul patibolo, deve avere anche il diritto di salire sulla tribuna".

La scrittrice Delfina Ducci ha presentato il suo ultimo libro ed ha al contempo aiutato i ragazzi a riflettere sull’universo femminile attraverso gli occhi delle grandi donne che hanno fatto la storia.

Infine, l’Arma dei Carabinieri e le volontarie dello Sportello Rosa hanno avvicinato i ragazzi al mondo della tutela.

L’incontro ha avuto lo scopo di far riflettere i giovani sul ruolo della donna, sulla violenza in generale e sul femminicidio in particolare, attraverso un linguaggio semplice e strumenti diretti, in grado di far percepire la vicinanza delle istituzioni e del mondo della cultura nei confronti dei ragazzi, agenti del futuro prossimo.








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